Mercoledì 8 luglio Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp, è stato audito dalla Commissione cultura della Camera dei Deputati nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto n. 108 del 26 giugno 2026, recante Disposizioni urgenti in materia di sport, con particolare riferimento all’art. 7 del decreto, su fondo famiglie che l'Uisp auspica vada a rafforzare l’impegno pubblico per lo sport di base: “Esprimiamo una valutazione favorevole sull'impianto dell'articolo 7 del decreto legge in esame - ha detto Pesce - ritenendo tuttavia che la misura possa essere ulteriormente rafforzata attraverso un adeguamento delle risorse, criteri più chiari di riparto, tempi certi di attuazione e un maggiore coinvolgimento dei soggetti che quotidianamente operano sul territorio. Solo così il Fondo, a nostro avviso, potrà diventare parte attiva di una politica pubblica stabile e strutturale, capace di contrastare le disuguaglianze nell'accesso alla pratica sportiva, l’abbandono sportivo, la povertà educativa e la sedentarietà, promuovendo salute, coesione sociale e pari opportunità, nel pieno riconoscimento del valore sociale dello sport di base, per tutti e tutte”.
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Di seguito, pubblichiamo l'intervento integrale di Tiziano Pesce in sede di audizione.
Signor Presidente, Onorevoli Componenti della Commissione,
desidero innanzitutto ringraziarvi per l'opportunità concessa all'Uisp di offrire il proprio contributo nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 108/2026.
Pur riconoscendo il rilievo complessivo del provvedimento, concentrerò questo breve intervento sull'articolo 7, relativo al ‘Fondo Dote per la famiglia’, una misura che interessa direttamente il mondo dello sport di base e del terzo settore, chiamati ogni giorno a garantire opportunità educative, inclusive e di benessere nei territori.
Riteniamo che questo intervento normativo rappresenti un passo nella giusta direzione.
Esso può infatti favorire l'accesso alla pratica sportiva dei minori appartenenti a famiglie in condizioni di maggiore fragilità economica, valorizzando il ruolo delle associazioni e società sportive dilettantistiche e degli enti del Terzo settore.
Apprezziamo, anzitutto, la maggiore chiarezza con cui vengono definite le finalità del Fondo, che non viene concepito soltanto come un sostegno economico alle famiglie, ma come uno strumento di politica sociale ed educativa, pienamente coerente con il valore riconosciuto all'attività sportiva in tutte le sue forme dall'articolo 33 della Costituzione.
Valutiamo positivamente anche la scelta di destinare direttamente le risorse agli enti che organizzano le attività.
Si tratta di una soluzione che garantisce trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche, evita alle famiglie di anticipare i costi delle attività sportive e semplifica la gestione amministrativa, facendo leva su soggetti già iscritti in registri pubblici e sottoposti a controlli.
È inoltre importante il riconoscimento del ruolo delle associazioni e società sportive dilettantistiche quali presìdi di prossimità e strumenti di coesione sociale, soprattutto nelle aree periferiche, così come appare significativa la conferma dell'accesso al Fondo anche per gli enti del terzo settore, che svolgono un ruolo fondamentale soprattutto nell'inclusione delle persone con disabilità, dei minori vulnerabili e delle famiglie maggiormente esposte al rischio di esclusione.
Accanto a questi elementi positivi, desideriamo richiamare l'attenzione della Commissione su alcuni aspetti che potrebbero ulteriormente rafforzare la misura.
Il primo riguarda la dotazione finanziaria. Lo stanziamento di due milioni di euro per il 2027 rappresenta un segnale positivo, ma appare alquanto limitato rispetto al numero potenziale dei beneficiari e alla diffusione delle realtà sportive presenti nel Paese. Sarebbe pertanto auspicabile un incremento delle risorse o, almeno, la previsione di meccanismi di rifinanziamento qualora le richieste superassero le disponibilità del Fondo.
Un secondo elemento riguarda l'assenza, nella norma primaria, di criteri guida per il riparto delle risorse.
Pur comprendendosi l’esigenza di mantenere una certa flessibilità amministrativa, riteniamo sia utile indicare fin da subito alcuni princìpi direttivi, quali un'equa distribuzione territoriale delle risorse, la priorità ai nuclei familiari più fragili e una particolare attenzione alle aree caratterizzate da una minore offerta sportiva.
Un ulteriore profilo riguarda i tempi di attuazione.
L’assenza di termini certi per l'adozione dei provvedimenti attuativi rischia infatti di incidere nella programmazione delle attività sportive, che spesso vengono organizzate con largo anticipo.
Sarebbe pertanto opportuno prevedere scadenze definite.
Infine, proponiamo che gli Enti di Promozione Sportiva - Organismi sportivi riconosciuti Coni e Associazioni di Promozione sociale Enti di Terzo Settore - siano coinvolti nella definizione delle procedure attuative. L'esperienza maturata, attraverso le affiliate, nella gestione della Dote Famiglia 2025 può offrire un contributo concreto per rendere le procedure più semplici, accessibili ed efficaci, soprattutto per i sodalizi di minori dimensioni.
In conclusione, esprimiamo una valutazione favorevole sull'impianto dell'articolo 7 del decreto-legge in esame, ritenendo tuttavia che la misura possa essere ulteriormente rafforzata attraverso un adeguamento delle risorse, criteri più chiari di riparto, tempi certi di attuazione e un maggiore coinvolgimento dei soggetti che quotidianamente operano sul territorio.
Solo così il Fondo, a nostro avviso, potrà diventare parte attiva di una politica pubblica stabile e strutturale, capace di contrastare le disuguaglianze nell'accesso alla pratica sportiva, l’abbandono sportivo, la povertà educativa e la sedentarietà, promuovendo salute, coesione sociale e pari opportunità, nel pieno riconoscimento del valore sociale dello sport di base, per tutti e tutte.